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Argomenti
I’ve a dream.
17 anni compiuti da
pochi mesi, ormai quasi tutto quello che potevo permettermi di fare in
un’età nella quale ero ancora un bambino l’ho fatto, tutte le cazzate
possibili ed immaginabili, naturalmente entro certi limiti.
Ora, ogni mese, ogni settimana, ogni giorno, ogni attimo che passa mi
avvicino inesorabilmente al mio essere uomo, lo sento sulla pelle, sul
mio modo di pormi davanti alle cose, di pensare, persino di ascoltare
musica. Da piccoli, idioti, viziati ma allo stesso tempo invidiosi degli
stessi genitori bastardi che se la ‘spassano’ rinfacciandoci tacitamente
cose per loro normali ma proibite per noi, si vuole diventare adulti
perché si pensa di potersi permettere di fare cose quali guidare una
macchina, bere alcolici, fumare, sfogliare riviste vietate a minori,
stare a letto fino a tardi. Nell’adolescenza tutte queste cose appena
elencate, vengono fatte senza problemi e diventare adulti mette paura
per un semplice motivo:
vivere in un mondo piatto, senza divertimenti, senza spasso, senza
motivi per viverlo, e soprattutto, senza sogni.
Se qualcuno avesse inteso che sto parlando di fantasie erotiche, oppure
che sto facendo quest’introduzione perché qualcuno spieghi qualche mia
visione durante il sonno, lo prego di aspettare perché tali argomenti
verranno trattati a breve. Per sogni intendo le ambizioni, i desideri,
le fantasie che creiamo nella nostra mente e che spesso poniamo come
priorità fondamentali della vita, perché stanchi di quella reale, nel
mio caso troppo noiosa e provinciale, nel caso di altri caotica e
affannante, per il semplice motivo di voler provare a provare sensazioni
nuove.
Per i più romantici molto spesso significa sognare di tenere per mano e
guardare negli occhi la propria amata non corrisposta, magari baciandola
sotto la pioggia, per i più bruti il desiderio diventa…più
animalesco…(io molto spesso vi vedo in tutti e due i modi di pensare).
Per i più semplici consiste nell’imparare a saper suonare per bene una
chitarra o palleggiare come Ronaldhino nel video scaricato da Youtube
dove prende tre traverse al volo, per i più ambiziosi consiste nel
creare un gruppo death metal satanico magari in un paese che vota da
secoli Udc e che pratica la condanna alle streghe(come il mio), o
entrare in qualche squadra di calcio. Ho spiegato perché e cosa si
sogna, ora terrei a spiegare come lo si fa, prendendo per esempio il mio
racconto “Volevo diventare solo uno scrittore”.
Lo ‘Scrittore’ (vi lascio indovinare chi rappresenta) guarda con occhi
stupiti i ragazzi del 1° liceo, che dovrebbero rappresentare la prima
l’adolescente medio: prima cosa che nota lo ‘Scrittore’? Tutti
omologati, ma negli occhi di ognuno c’è un barlume strano, la luce di
chi guarda in alto, in grande, campi di calcio stracolmi di gente alla
manga Giapponese, registi(anche i porno sono ben accetti) che chiedono
loro di essere più spontanei, stadi pieni di gente che urla il tuo nome
e che non aspetta che un assolo della tua guitar.
E poi, chi vede mentre lui torna a casa? Vede se stesso negli occhi di
un ragazzino del 2° liceo, che ormai vede intorno a se un mondo grigio,
troppo razionale, senza fantasia, bianco e nero. E’ questa, possiamo
dire, una specie di evoluzione dei ragazzini del 1°, che si avvia verso
il suo essere uomo, in modo molto prematuro, in negativo o positivo
giudicate voi, nel modo di pensare: il mondo non è quello che ci
immaginiamo o che tentiamo di creare nella nostra mente. E’ quello che
viviamo, bello o brutto, che va accettato per quello che è.
E lo scrittore chi è? E’ quel ragazzino del 2° che ha capito che una
vita senza sogni, anche i più semplici e non troppo complessi, quali
quello di pubblicare un semplice racconto, è una vita che non può
esistere. Per questo, nonostante gli insuccessi, continua a lottare, pur
essendo sempre perdente, per il gusto di provarci. Pur sapendo che,
crescendo ancora, capirà di dover abbandonare le speranze dei suoi sogni
e diventare uomo.
Guardando con occhi malinconici quelli che vivono in un bruto mondo
reale con la testa fra le nuvole: gli stupidi, perché sono rimasti
bambini, e i sognatori, rimasti eterni ragazzi del 1°.
Il valore di una cazzata
Evadere,
evadere dalla realtà, è quello che desiderano tutti i romantici oggi.
Una realtà che ci appare spesso piatta, monotona, la convinzione di
vivere nello stesso quartiere, in un paesino rinchiusi nella mura di una
stanza che non sembra più accogliente, ma una prigione, la sensazione di
esservi rinchiusi per l’eternità mentre fuori non regna che una
scrosciante pioggia, un nulla silenzioso e raggelante.
Sognare, come detto sotto, è un modo per sfuggirne,
silenziosamente, nel modo più calmo e sereno possibile, ma spesso non
basta. E’ troppo astratto. E precipitare dalle nuvole alla realtà
concreta non può che far male. Bisogna trovare un modo semplice, spesso,
ironico, concreto, tangibile. Quindi, combinare una bella cazzata.
xD
Non vi sto a prendere per il…in giro… Quando una persona combina una
cazzata(che abbia però determinate caratteristiche che elencherò subito
poco dopo), non puntatele inquisitoriamente il dito sul naso.
Capitela, capitela perché questo mondo non potrebbe andargli bene,
perché questo mondo è troppo perfetto, tanto che non valga la pena
viverlo giorno per giorno monotamente, capitela, perché le
cazzate si possono fare una sola volta nella vita, in un’età che va
dall’adolescenza alla fine dell’università.
Ora che ho giustificato chi combina le cazzate, dandone i pro,
spariamogli i contro.
Entrare alle 5 di notte a casa, magari brilli quando sette ore fa
avevate detto ai vostri di non fare tardi e di tornare a casa con i
pantaloni, fare il coglione per farsi notare da una ragazza, suonare a
max del volume senza fregarsene del pechinese della vicina che ha le
crisi suicide quando toccate la chitarra, fare uno degli scherzi più
truci, ma non violenti a uno che vi ha fatto un torto, al massimo, anche
se si supera il limite, dividersi in tre uno spino. Tutte queste
cose sono abbastanza accettabili, almeno da noi adolescenti, ma non si
capisce spesso di superare il limite massimo, magari tirando una
striscia, e spesso finendo col l’essere fregati e credersi di essersi
sballato con la polvere di gesso, guidare ubriaco. E’ questo che la
gente non capisce, anche le cazzate hanno delle caratteristiche e un
limite.
Una cazzata ben fatta ti butta a terra per le risate per
quanto è figa, non nuoce fisicamente a nessuno, sono reversibili, sono
nascoste in modo da non essere scoperti, in modo da non creare casini
nel caso venga superato il limite massimo(vorreste far scoprire a vostra
nonna che avete bevuto come un cammello alla festa dei reduci dalla gita
in Russia?)
Ricordate, le cazzate si fanno una sola volta nella vita, e hanno un
valore grandissimo, ma per evadere da una realtà monotona, non per
ritrovarsi in una peggiore.
WeBMaster Girasole Giuseppe
Copyright 2007 © Tutti i diritti riservati Girasole Giuseppe Marinelli
Guido |
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